domenica, 15 novembre 2009

"A che pensi?"

Abbiamo camminato per ore lungo i marciapiedi del centro, eppure soltanto dopo qualche ora mi sono resa conto di essere immersa nella città.
C'era una mano avvorticciolata alla mia e gambe, una sopra l'altra, in un puzzle di Jeans che ogni tanto si sgretolava per tornare a comporsi pochi istanti dopo. C'erano capelli ad accarezzare il collo, a massaggiare le mie dita, a descrivere il tuo profilo. C'erano i miei occhi a scoprirti e i tuoi a raccontarti. C'era la curiosità -ce n'era un sacco!- di sapere come sei con me e quando io non sono lì, cosa hai pensato la prima volta che mi hai vista e cosa appena cinque minuti fa; e un po' d'imbarazzo, le mie domande e le tue non-risposte e poi, ancora, i tuoi piccolissimi punti interrogativi ed i miei lunghissimi racconti! C'era un profumo delicato e inebriante. C'erano la salsa piccante e la complicatissima scelta tra i gusti del gelato. C'erano i commenti snocciolati via via, e non perchè ti potessero far piacere ma perchè parlarti di quello che mi fai provare è per me la naturale conseguenza del mio progressivo conoscerti.

"A dir la verit
à mi riesce un po' difficile pensare a qualcosa, al momento".
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martedì, 10 novembre 2009

Un po' come un Bacio dato lì, tra capo e collo


Oggi pomeriggio ho condiviso un attimo di indefinita felicità assieme ad uno sconosciuto. è stata una frazione di secondo. Stavo lungo il marciapiede, l'mp3 alle orecchie e.. saltellavo. Non riuscivo a camminare come il resto dei passanti. Guardavo le vetrine e ridevo, mi voltavo verso le macchine e ridevo ancora, osservavo i piedi appoggiarsi l'uno di fronte all'altro e, di nuovo, imperterrita, io ridevo. Ho alzato la testa ad un certo punto, giusto il momento per incrociare lo sguardo di un ragazzo e -forse mi sbaglio ma non credo, magari non è vero ma ci spero-, lui era lì, che semplicemente sorrideva. E non lo stava facendo a me, lui sorrideva a sè stesso. Avevamo entrambi le labbra che facevano il solletico all'attaccatura dei capelli, sopra le orecchie.

E sì, ci piace.

Non riesco a scrivere altro questa sera. Il mio cervello ha appeso il cartello "elaborazione dati in corso" fuori, sulla maniglia.

 
postato da: LaVio alle ore 21:50 | link | commenti (3) | commenti (3)
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mercoledì, 04 novembre 2009

Questa mattina mi sono svegliata di buon umore. Toglietevi quelle facce da pesce lesso, ebbene sì, di tanto in tanto i termini "LaVio", "svegliarsi" e "buon umore" possono anche coesistere nella stessa proposizione. Avevo messo la sveglia per le otto spaccate e, dopo averla posticipata per tre volte, ho lasciato le coperte che l'orologio dei Diddle segnava già le dieci. Toglietevi nuovamente quelle facce lì, parlo di Diddle, Hello Kitty.. ma cosa devo farci se convivo con una venticinquenne dalle capacità intellettive sbiadite?
E siccome il buon umore rende possibili anche le cose più improbabili, mi sono vestita, lavata (non è questo l'elenco delle cose impossibili, per chi se lo stesse domandando), non posso dire pettinata perchè non lo facevo prima con i capelli pseudo-lisci, figuariamoci adesso che li ho praticamente-ricci; dopo aver strappato con la forza un paio di banconote da cinquanta dal mio armadio, li ho riposti al sicuro nella borsa (ovvero "dove cadono cadono", dato che la sottoscritta ha abbandonato il proprio portafoglio nelle mani di Francesco, ben tre giorni fa) e sono uscita di casa. Al momento in cui ho aperto l'ombrello, l'umore non solo si è rinfrescato, ma è migliorato di una tacchetta in più. Ho guardato in alto, e potevo vedere cielo e nuvole, con tanto di gocce pesanti che con un leggero pop, scivolavano dalla plastica del mio scudo portatile fino a terra. In quell'istante mi sono resa conto che, se una cosa la vuoi, prima o poi vedrai che arriva. Ho desiderato a lungo un ombrellino trasparente, blu-trasparente, verde-trasparente, giallo-trasparente, persino rosso-trasparente (benchè sia un colore che cerco sempre di evitare, eccetto per gli indumenti) e, dai e ridai, dopo quindici anni è arrivato. Un po' come la PegPerego: quanti pianti e lamenti, invidia verso tutti quei bimbetti maledetti che giravano per il campeggio con la Geep per affrontare boschi e ranocchie che sembrano coccodrilli (*pubblicità), e le bimbe dai capelli color miele con la motocicletta (non so se mi affascinava di più il mezzo o lei che si toglieva il casco, facendo graziosamente sventolare i lunghi capelli biondi). Mesi di tortura perchè "in casa non c'è posto" e poi tac, dodici anni e non solo ho la macchina, ma tutti quelli che mi strombettavano davanti con il clacson PegPerego, oggi mi chiedono un passaggio il sabato sera.
Messa in moto l'auto quelle tre quattro volte che servono per uscire dal parcheggio nelle giornate così gelide (non è colpa del freddo, lo ammetto, è l'emozione, voglio dire la fretta, si insomma, sono incapace a giorni alterni), sono partita in direzione.. palestra. è successo tutto quanto in pochi istanti, la durata di una colazione. Devo ammettere che negli ultimi due giorni, la colazione mi è servita ad accendere il cervello e realizzare ben due importanti questioni:
-gli imperativi categorici non dettano il contenuto della morale secondo Kant, quindi sono i suoi presupposti.
-è ora di muovere il culo

Si, diciamo che il peso dei due argomenti è un po' squilibrato, ma mica posso infognarmi in trattati filosofici ogni mattina, no?
Finito il latte nel bicchiere, prima di poter avere il tempo di tornare sui miei passi, ho deciso che mi sarei iscritta in palestra. E dunque, l'ho fatto.
Riuscirà la nostra eroina a buttare giù un paio di Kg nei punti giusti e non soltanto dalla taglia number 3?

ps. sì, Bianca, quello sopra citato è il tuo ombrello. Lo stesso che hai lasciato nel mio ingresso circa sei mesi fa e che non ti ho mai restituito! In mia difesa, posso solo dire che non è stato intenzionale.. l'ho dimenticato lì, non l'ho tenuto perchè è davvero/troppo/proprio ma proprio/sul serio/giuro/non dico bugie bellino!

postato da: LaVio alle ore 13:56 | link | commenti (2) | commenti (2)
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lunedì, 02 novembre 2009

Passeggio tra la folla con la paura di ricevere una sciabolata tra capo e collo o un'onda energetica dritta sulla schiena. No, non si tratta dell'ennesimo ritorno alla tranquilla Novoli, è soltanto l'evento giusto al momento giusto. Sono attorniata da gente travestita da tutto quello di cui è possibile indossare I panni: fantasmini di Packman, eroi e bastardi dei fumetti della Marvel, battone dei Manga (alle quali, oltretutto, spetta un applauso per il coraggio nell'affrontare il vento ed il freddo a cosce nude!). Pareti di pagine e disegni, scatoloni strabordanti film e serie-tv (ho dovuto tenere a freno le mani per non comprare una stagione di Friends, la tentazione è stata fortissima), poi c'è RatMan 299+1 e decine di altri numeri che la sottoscritta da oggi soprannominata “Braccine corte”, dopo aver spulciato, letto, riso, ha accuratamente deciso di lasciare lì dove stavano; e Sailor Moon in ogni angolino, e poi la mia Milena e la sua maledetta “Altra” (mi piace ancora pensare di esser stata io il suo unico amore e, di conseguenza, Heles/Haruka la bastarda amante. L'Altra, appunto).

Il tutto a fare da cornice ad una Splendida Giornata, trascorsa chiacchierando e chiacchierando e.. ah, sì, ecco: chiacchierando. È che quando sei in ottima compagnia, diventa difficile poi zittirsi. Si ride, ci si conosce ancora un po' di più e poi si ride e chiacchiera ancora. Cosa pretendere di più da una domenica pomeriggio? Niente, appunto.

Mi sono appena resa conto di aver involontariamente o, per meglio dire, inconsciamente saltato a piè pari il resoconto sulla mattinata; è che il cervello sta cercando di rimuovere la tristezza di quel “set televisivo”; anziane signore sedute comodamente su una panchina ad applaudire alle telecamere dopo I cenni concitati di una “Sguattera”, un gruppo di Sbandieratori (uno a caso) sullo sfondo, cercando di frenare la tentazione di prendere a tamburate regista, cameramen e presentatore (mica per niente, ma il tamburo costa molto più della faccia di D.M) e, infine, un presentatore che, a telecamere in standby palpeggia e tocchiccia la ragazzetta che niente ha da invidiare alle sopra citate battone dei Manga, eccetto gli indumenti, le eventuali conoscenze di svariate arti marziali e, beh, il fatto di essere semplicemente una creazione di pura fantasia e non un umano Oggetto di strane fantasie.

E poi ancora. Ho rivisto Glò e Jen che non vedevo da anni, sempre uguale Jen! Anche se non mi ricordavo avesse un viso così simpatico. È stato strano, è stato strano? “un po' è vero, non troppo, un po'”, come dice Aznavur. Anche imbarazzante, a momenti, ma non per questo spiacevole; dobbiamo soltanto mettere un mattoncino sopra un'altro mattoncino, no?

Insomma. Ho un braccialetto in carta azzurra legato al polso e non ho intenzione di strapparlo via, lascerò che si consumi nel giro di poche ore, quando accuratamente lo riporrò nella prima anta dell'armadio, in camera, dove giacciono questi piccoli souvenir di giornate da ricordare. Quando poi arriverà il momento delle pulizie di Primavera, probabilmente finirà nel cassetto delle “cose da buttar via”, come nella famiglia di Amurri: un angolino, cioè, in cui ripporre tutte quelle cose che, alle seguenti Pulizie di Primavera, forse ma non è detto, possibile ma probabilmente no, verranno lasciati cadere nell'oscuro cioè nero, sacchetto di plastica all'interno del cestino di.. ebbene sì, Hello Kitty.
 


postato da: LaVio alle ore 10:25 | link | commenti (2) | commenti (2)
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giovedì, 22 ottobre 2009

Sono giorni e giorni che accedo su Splinder, clicko su “Post”.. e qui rimango; le dita immobili appoggiate ai tasti, lo sguardo sul muro bianco del negozio e il cervello completamente svuotato, incapace di raccogliere una sola riflessione che sia trascrivibile poi sullo schermo.

Sono giorni e giorni che vorrei dire ma non voglio/posso/dovrei. C'è sempre silenzio qui attorno, ultimamente. E se capita che qualcuno si intrometta e sporchi la tranquillità con la propria voce o presenza, faccio in modo che il tutto si possa risolvere nel modo più rapido e indolore possibile. Per questo motivo pretendo una serata in discoteca, dove io possa semplicemente straziarmi di musica e rimanere in silenzio senza doverne spiegare il motivo; uscire dal caldo asfissiante in una pozza di sudore e tuffarmi nella gelida notte che poco ha di autunnale. Per questo motivo ho preferito il divano al cinema e al dopo cena con gli amici, per questo ho voglia di attraversare un bosco in salita, soltanto camminare, sfinirmi di quella fatica sana e naturale, sporcarmi le mani di terra e fanghiglia, proteggermi il collo dal vento e guardare soltanto dove vanno I piedi, su una pietra ruvida e sicura, bagnata e traditrice o in una pozza.

 

A parte questo, su cui prima o poi avrei dovuto scrivere almeno un paio di righe, mi piace avere un progetto così grosso tra le mani e che riguardi soltanto me e che soltanto da me dipenda. Non so se andrà in porto ma, se così non fosse, non sarebbe certo per paura, sfiducia, non sarebbe per l'insicurezza. Questione di priorità, soltanto priorità da valutare, scandagliare, assecondare o cestinare. Stavo riflettendo giusto ieri che un periodo forse migliore di Gennaio, potrebbe essere l'inizio della Primavera: ancora non so come proseguirà il lavoro all'Internet Point e se i miei avranno bisogno di una persona in più per il loro personale progetto a lungo termine e breve inizio, per il quale, oltretutto, gli auguro tutta la fortuna del mondo.

postato da: LaVio alle ore 11:55 | link | commenti (1) | commenti (1)
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domenica, 18 ottobre 2009

Mi piace l'idea che se tu lo volessi, se solo lo desiderassi, potresti far tuo tutto quanto il mondo.
postato da: LaVio alle ore 23:22 | link | commenti (3) | commenti (3)
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giovedì, 24 settembre 2009

LaVio alla Bia: "Allora stasera mangio poco poco, in modo che, quando avrai finito di cucinare i muffin, mi potrò ingozzare!"
..due ore dopo..
Il Babbo alLaVio: "Torno subito, vado a comprare qualcosa allo Sma, così faccio la pizza".
..Appunto.

Cambiando totalmente discorso, stavo riflettendo sul mio continuo dire "amo scrivere" qui e là, a questo e a quello. Stavo pensando che, in fondo, non dev'essere poi tanto vero oppure, se di fatto lo fosse, sarebbe meglio lasciar perdere. Ho un concorso letterario al quale posso presentare un massimo di quattro racconti, o magari poesie. Fatico a trovarne uno decente per la prima categoria, della seconda neppure se ne parla. Forse mi sto attaccando a qualcosa che prima sapevo fare, in cui prima spendevo del tempo ed energie, per cui prima avevo idee originali. Adesso boh (..Carlo? <- questa era solo per pochi intimi). Non sono affatto soddisfatta di quello che ho scritto in passato, non ho alcuna fantasia nè progetti per prossime produzioni. Di tanto in tanto sono riuscita a raccattare in qualche cassetto del cervello un paio di buone idee che poi ho trasformato in inutili banalità, senza riuscire ad organizzarne il significato, le parole e, soprattutto, questo maledetto/indispensabile finale che non riesce mai ad arrivare. Samuel Burr doveva finire così come era iniziato, una struttura circolare, non originalissima magari ma non avevo mai provato a scrivere qualcosa del genere. E invece è caduto tutto nel nulla, pum. E non ha più molto senso, adesso, riprendere in mano il racconto. Se devo scrivere banalità, idiozie, preferisco di gran lunga evitare, sprecare meno tempo e dedicarne un po' ad altre attività. è un peccato, lo ammetto, ma da quanto, ormai, parlo di blocco? Non "blocco dello scrittore", non esageriamo. Blocco, solo blocco.
L'unica cosa che ho pensato di inviare è un racconto scritto qualche giorno fa, al risveglio da un sogno. Prima ancora ne avevo preso in considerazione un altro, ma anche no. Una banalità, più lo leggo e più mi trafiggo mentalmente con elettriche saettate; e quella è roba che dovrà leggere qualcuno, oltre a me? Ma stiamo scherzando?! Al momento di scriverlo avevo il petto che strabordava sangue, da come pompava il cuore. Le mani viaggiavano e non si sono fermate un istante, fino al punto finale. Varie correzioni, aggiunte, tagli. Ci avevo visto qualcosa di interessante. Adesso invece, scorrono gli occhi sulle parole e la mente non riesce a seguire i discorsi, non mi sembra di aver espresso davvero il succo e il perchè quello fosse un avvenimento da stendere in una pagina anzichè lascarlo morire, dimenticato.
L'unica cosa è prendere, aprire l'email, aggiungere l'indirizzo, allegare ed inviare. Senza pensarci troppo, o la và o la spacca. La spacca per forza, questo è un dato sicuro, non pessimismo cosmico. Non è tanto la paura di non arrivare tra i primi posti, anche se ammetto che un po' di delusione, lo scorso anno, c'è stata. è che non mi piace non essere apprezzata per come scrivo. Anche a scuola è sempre stato un cruccio che non sono riuscita ad affrontare. Il 4 a matematica o greco ci può anche stare, ma il 6 al tema no, che diamine. Sarà che ci tengo, ma credo di essermi un po' montata la testa ai tempi delle elementari e medie, quando a qualcuno piaceva la mia immaginazione. Adesso me ne torno sempre a casa con la consapevolezza di aver fatto il mio, aver dato o meno il massimo, ma quel 6 comunque mi restava sull'anima, dopo la scuola, nonostante mi fosse assegnato da un professore che non stimavo affatto.
Non so dove mi porterà questo discorso, se invierò qualcosa o meno; magari clicco per l'ennesima volta tra i documenti, per vedere se salvare o meno un paio di scritti. Ma, come non mi sono piaciuti allora, dubito che stasera cambierò idea.

La serata non è nera, se è questo che è trapassato dalle mie parole. Ieri ho FINALMENTE concluso una pratica (gnek gnk gnek) che volevo fare da tanto tanto tanto tempo, per la quale ho fatto scelte e non ho dormito la notte. C'è solo da aspettare, non rimane altro che aspettare. Organizzare le idee e poi que serà, serà.
postato da: LaVio alle ore 18:35 | link | commenti (2) | commenti (2)
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lunedì, 21 settembre 2009

Quando ero piccola volevo tanto un giocattolo, era una specie di palla di gelatina impossibile da bucare, modellabile a seconda dei tuoi gusti, colorata e puzzolente come non so neppure io cosa. La volevo la volevo e la volevo. Inutile chiedere ai miei genitori, cosi' decisi di procurarmene una da sola. Siccome l'idea di una rapina al negozio mi sembrava fin troppo ambiziosa e il furto assai rischioso, decisi di fregarla ad una compagna dell'asilo. Dopotutto ci aveva giocato per settimane, adesso spettava un po' anche a me. Non feci discorsi, mi diressi da lei e le chiesi da vera ipocrita se, per piaceeere, mi potesse prestare l'oggetto dei miei desideri (ben consapevole che non le sarebbe mai tornato indietro). Un "No", secco e aspro, fu la sua risposta. Dammelo, ripetei il concetto, stavolta le smancerie non mi sarebbero servite. "No". Sillaba maledetta. A mali estremi, estremi rimedi. Presi un po' di forza e "ops, scusa, non volevo buttarti a terra". Raccolsi la gelatina e le voltai le spalle, soddisfatta. Mentre mi allontanavo, sentii la mia compagna cominciare a crogiolarsi in un pianto disumano, ne udivo le urla a metri di distanza, ed un malsano formicolio si insinuo' improvviso nel mio stomaco. Mi voltai quel tanto che bastava per poter notare il suo volto paonazzo e innaffiato di lacrime. Abbassai lo sguardo sulla palla informe tra le mie mani e lo riposai nuovamente sulla sventurata. Avevo desiderato quel giocattolo con tutta me stessa e, adesso che lo avevo ottenuto e lo avevo li', tra le mie mani, avrei deisderato tornare indietro e piuttosto rimanerne senza, purche' quella bimba smettesse di piangere. il suo dolore era per me l'ostacolo, non mi permetteva di trarre piacere dalla mia conquista. Tante speranze e poi Puff, tutto vano a causa di un po' di gocce salate, e l'egoismo che non ha piu' motivo di essere, e la sua disperazione che divenne un po' anche la mia.
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lunedì, 14 settembre 2009

Ecco, lo sapevo! Tanto prima o poi doveva capitare, giusto? Sono sempre arrivata con un anticipo di almeno cinquanta minuti e, invece, ieri sera ho dimenticato di impostare la sveglia. Ho sempre fatto il conto alla rovescia -insalata di preoccupazioni e curiosità, ansie e voglia di finirla una volta per tutte (con l'impegno, non con la vita)-, e oggi invece niente. Voglio dire, durante l'ultima notte di liberta' ho sempre avuto gli incubi riguardo cio' che mi avrebbe aspettato l'indomani e, difatti, il mio sonno e' stato piuttosto agitato. Oggi zero, mi e' toccato saltare: il primo giorno e' rimandato a domani. E poi cavolo, ho finalmente capito che cos'era quella sensazione di formicolio nel cervello, la convinzione di aver dimenticato di fare qualcosa -ma chissa' cosa! Non mi sono ancora organizzata -ecco cosa ho scordato!-, non ho fatto l'inventario dei lapis, delle penne e dei quaderni, non ho passato un'ora e mezza in un negozio per esser sicura di avere tutto il necessario -ebbene sì, il ritorno a scuola ha sempre preveduto un'accurata preparazione. Cosa posso farci, del resto amo camminare lungo i corridoi del supermercato, nel reparto cartoleria: scaffali stracolmi di cartelline colorate, carrelli strabuzzanti pennarellini di vario tipo .
Insomma, oggi le scuole hanno riaperto ed io non ero presente. Questa mattina la campanella ha suonato due volte -come e' suo solito- e io non mi sono avventata su per le scale, spintonando senza pieta' -come e' MIO solito- ne' compassione per gli amici, non ho perso il fiato con l'intenzione di raggiungere per prima la mia nuova classe e poter cosi' scegliere liberamente i due banchi che avrebbero ospitato me e la Lua per i prossimi nove mesi. Come ho detto ieri mattina -mattina?- alla Michela -alla Michela? (dopo quest'ultima domanda sto davvero cominciando a dubitare di aver espresso tale riflessione a qualcuno), nove mesi di scuola.. durano quanto una gravidanza! E, difatti, la tua cultura -cultura??- ed i tuoi voti scolastici - .... - devono essere accuditi, richiedono attenzione, fatica, non piangono ogni tre minuti e non sporcano muri, cucina e pannolini ma, in compenso, capita che ti tengano sveglia tutta la notte o ti impediscano di mangiare in modo sano e avere un po' di tempo da dedicare a te stessa. Insomma. In via S. Spirito stamani, la mia presenza davanti al portone non ha illuminato la giornata di nessuno e, soprattutto, non ha rovinato in alcun modo la mia. Dopo tredici anni di ritorni dalle vacanze estive, questo e' il primo in cui io non abbia dovuto alzare la mano durante l'appello. Nonostante questo, tuttavia, alle 8:30 giacevo assonnata sulla stessa CAP che avrei preso per presentarmi dai professori, sono arrivata alla stazione e, sbadigliando e strascicando i piedi, ho attraversato un paio di strade del centro, per raggiungere questa postazione dalla quale scrivo, mondo mio caro. Non ho compiti per casa, al momento, ma lo zaino e' stato riempito con libri di lettura e grammatica tedesca (der-das-die, den-den-die, dem-dem-der. Ma il genitivo, lo conosce qualcuno? In millemila pagine non sono riuscita a trovarne la declinazione, questa la devo capire) che, appena finisco quest'ennesima uscita di testa, sfogliero' con curiosita' per imparare i numeri da 20 in poi. 
Sono passate circa due ore da quando ho iniziato a scrivere: I clienti impegnano tantissimo e anche FaceBook, purtroppo. Non mi è neppure passato per il cervello di tirar fuori I volumi di Deutsche, non tanto per la fatica -continuerò a ripeterlo fino alla morte: non vedo l'ora di iniziare seriamente con queste benedette lezioni!!- quanto per le continue interruzioni e la caparbietà con cui voglio portare a termine questo post. Via nulla, mi tocca andare. Troppe visite. 

postato da: LaVio alle ore 16:18 | link | commenti (9) | commenti (9)
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sabato, 05 settembre 2009

Mancano ancora due ore e mezza alla chiusura.
Sono qui da circa il doppio dei minuti che rimangono. Al momento c'e' soltanto un'altra persona oltre a me, in questa stanza che comincia a farsi anche un po' freschina per i miei gusti, quasi quasi alzo un po' la temperatura.
Due ore e mezza, come dicevo. E sono contenta. Mi piace cominciare a capirci qualcosa, nonostante quella figuraccia, o quell'altra. Centocinquanta minuti circa, Anouk canta dalle casse, fuori e' buio e la giornata sta ormai volgendo al termine, lasciando dietro di se' un po' di stanchezza e qualche cartaccia sul marciapiede.
Non so come andra' a finire questa cosa. Tutta questa mia decisione che voglio chiamare "vita". Non so se risultera' essere la scelta giusta per il futuro e se mai mi pentiro'. Non so neanche quanto potra' mai durare questo posto all'internet train, mi viene da sperare nella fortuna di un vecchio dipendente che mi ha ceduto il posto per andare nel paese del sol levante. la mia fortuna, non per niente, e' strettamente legata alla sua, ma anche se cosi' non fosse, vuol dire che ci sara' da rimboccarsi le maniche un altro po', no? E' che e' stato un colpo di culo troppo grosso, questo qui, per durare a lungo. Non so neanche se puo' bastarmi questo tipo di contratto. ma per adesso almeno e' in mano mia e sono felice cosi': in questo modo posso trovare il tempo per dedicarmi perbene al tedesco e magari a qualche lezione privata di latino/grammatica italiana/inglese per racimolare qualche soldo in piu'. Ho fatto un po' un calcolo di quello che prendo in queste due prime settimane di lavoro. Se solo riuscissi a tenermi il posto per qualche mese ancora, sarebbe proprio una figata.
Insomma, io continuo a rivedere impresse sullo schermo le parole "Non sono preoccupata per te". E, fino ad ora, sono quelle che mi hanno dato piu' coraggio, fiducia in me stessa e in quello che sto facendo. Forse e' stupido, solo solo cinque parole. Pero' di un'efficacia formidabile. Io ci credo, in questa cosa. E non si tratta di Internet point o di lezioni private. So quello che voglio, ho avuto la fortuna di capirlo ed esserne convinta, perche' ne sono convinta, non importa quante volte io dica "si, credo che quest'anno faro' cosi'". Non e' che io lo creda. Io faro' cosi' perche' ho bene in mente il traguardo da raggiungere o, per meglio dire, i traguardi. Se poi cambieranno o verranno direttamente abbandonati e sostituiti da qualcos'altro, non mi e' dato saperlo. Quindi andiamo avanti cosi', perche' non mi sto muovendo cosi' come porta il vento, non ho scelto questa strada perche' tanto non me ne vanno altre e, cosi', non ho neanche voluto scegliere una universita' soltanto per il gusto di dire "vado all'Universita'. Ho tot esami da dare, si' mi piace dai, piu' o meno". No. E questo e' perche' ho deciso, un po' di tempo fa, di prendere le decisioni coerentemente con quello che dicono il cervello e un altro muscoletto sotto il costato. Posso risultare retorica, esagerata. Ma se cosi' fosse.. tant'e'. E' vero che ho bisogno di ricordarmelo, di tanto in tanto, perche' guardarsi attorno non e' cosi' facile come sembra mentre scrivo. Pero' oh, o la va o la spacca. No?
Insomma. Mi ritrovo a vivere una settiamana in mezzo a sbalzi d'umore, un po' per via del ciclo (almeno spero), un po' per probelmi personali, che vanno dalla famiglia alla scema che sono a volte. Pero' ho con me questa nuova cosa chiamata "lavoro" da scoprire un po', dato che per adesso ancora mi par strano definirmi "lavoratrice". Fino a pochissimi mesi fa non l'avrei proprio detto. Chissa', fra altrettanti pochissimi mesi, cosa avverra' -se avvera'- per farmi dire la stessa cosa.
Questa tastiera non e' fornita di lettere accentate, per questo metto apostrofi ovunque.
E ora un lungo respiro, tra un po' "chiusura cassa", giu' il bandone e buonanotte a tutti.
E questa e' un contentino per quello che ho fatto e una pacca sulla spalla per quello che verra': spero solo di poterla cantare e sentire mia, un giorno, lontano da qui.

My Way - Frank Sinatra

And now, the end is near;
And so I face the final curtain.
My friend, Ill say it clear,
Ill state my case, of which Im certain.

Ive lived a life thats full.
Ive traveled each and evry highway;
And more, much more than this,
I did it my way.

Regrets, Ive had a few;
But then again, too few to mention.
I did what I had to do
And saw it through without exemption.

I planned each charted course;
Each careful step along the byway,
But more, much more than this,
I did it my way.

Yes, there were times, Im sure you knew
When I bit off more than I could chew.
But through it all, when there was doubt,
I ate it up and spit it out.
I faced it all and I stood tall;
And did it my way.

Ive loved, Ive laughed and cried.
Ive had my fill; my share of losing.
And now, as tears subside,
I find it all so amusing.

To think I did all that;
And may I say - not in a shy way,
No, oh no not me,
I did it my way.

For what is a man, what has he got?
If not himself, then he has naught.
To say the things he truly feels;
And not the words of one who kneels.
The record shows I took the blows -
And did it my way!
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L’Altro Lato Del Vetro

Lo so come ti senti. E' come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l'unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginare di essere vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti

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Quotes

"Se sei pronto a correre il rischio, la vita dall'altra parte è spettacolare" Grey's Anatomy

"..C'è un confine sottilissimo, passarlo o non passarlo..è questione di un attimo, di una decisione che si prende o non si prende; della sua importanza ti rendi conto soltanto quando l'attimo è trascorso" Va dove ti porta il cuore

"é più coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso e combatterlo apertamente, magari per strada, tra polvere e urla di dolore. La lingua sarà forse un organo ribelle - ma il silenzio avvelena l'anima. Mi biasimi chi vuole - io sono contento". Edgard Lee Masters

Sono troppo curioso, troppo problematico, troppo tracotante, perché possa piacermi una risposta grossolana. Dio è una risposta grossolana, un'indelicatezza verso noi pensatori. In fondo è solo un grossolano divieto che ci vien fatto: non dovete pensare!
Nietzsche

"In fondo è esistito un solo cristiano e questi morì sulla croce"
Nietzsche

"Due di due possibili percorsi iniziati dallo stesso bivio" Due di Due

"Mi guardai d'intorno osservando passanti e bambini nella piazza, nessuno si curava della mia presenza ed io mi sentii un puntino nel niente". Adel

"La passione è la fonte dei momenti migliori, la gioia dell'amore, la lucidità dell'odio e l'estasi del dolore. La passione puo ferire profondamente. Se potessimo vivere senza, conosceremmo certamente la pace, ma saremmo esseri vuoti, stanze vuote, buie ed inutili. Senza passione saremmo come morti"

"I mediocri non sanno di essere mediocri, questo è il fatto. proprio in quanto mediocri gli manca la fantasia per immaginare che qualcuno possa essere meglio di loro, e dunque chi di fatto lo è, deve averci qualcosa di sbagliato, deve aver barato da qualche parte, o in definitiva deve essere un matto che si immagina di essere migliore di loro, e cioè un presuntuoso.. la crudeltà è la virtù dei mediocri, hanno bisogno di esercitare la crudeltà, esercizio per cui non è necessaria la minima intelligenza..cosa che li facilita.." Alessandro Baricco

"E allora vai, prendi il treno e vai, che se non te ne vai, tanto te ne andrai" Virginia Miller

"Basta una parola, un odore e il misterioso ingranaggio del ricordo si mette in moto. Talvolta sfiorandoci appena, talvolta scuotendoci come un uragano. Ed è qui che entriamo nel nostro mondo interiore, ogni parola vibra dentro di me, le corde di una cetra sfiorate dalle dolci, perfide mani del destino"..

"Aiutami a ritrovare l'interesse per le piccole cose che sono alla base di tutte le promesse, del futuro che cresce perchè sono le sfumature a dare vita ai colori e a farci tornare in mente le cose più pure dei giorni migliori.." Tiromancino

"Non so se riuscirò, ma sono tutto quel che ho"

"ti capisco quando dici che rivorresti indietro le tue bambole" Negrita

"ogni persona è dotata di talento. quello che è difficile trovare è avere il coraggio di seguire il talento nel posto misterioso in cui esso ti conduce" Erica Jong

"voi ridete di me perchè sono diverso.. io rido di voi perchè siete tutti uguali"

"quello che penso così in un momento è in corto circuito con quello che sento" 99 posse

"una cosa sui treni:non è importante dove portano.. l'importante è prenderli" The Polar Express

"Ma eri così sexy sai: eri tutta bagnata di pioggia e... io... avevo il folle impulso di metterti contro la superficie lunare e... darmi a... perversioni interstellari." Woody Allen

"..e tutto quello che devi fare è metterti le cuffie e ascoltare il disco della tua vita, traccia dopo traccia, nessuna è andata persa, tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell'altro servono per andare avanti.." Tre Metri Sopra Il Cielo, il film

"E mentre marciavi con l'anima in spalle vedesti un uomo in fondo alla valle che aveva il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore.."Sparagli Piero Sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora fino a che tu non lo vedrai esangue, cadere in terra a coprire il suo sangue.." "ma se gli sparo in fronte o nel cuore soltanto il tempo avrà per morire e il tempo a me resterà per vedere.. vedere gli occhi di un uomo che muore.." La Guerra Di Piero

"..chè i coetanei del bello, i ragazzi del gruppo, lo criticano se vedono che nasce qualcosa fra lui e un uomo; che a loro volta i più maturi non fanno ostacolo a queste critiche, non ne negano la validità... preso nella sua assolutezza, non è nè più nobile, nè degradante: nobilmente attuato, nobile; in modo sporco, sporco." Il Simposio

She calls out to the man on the street, "sir, can you help me?it is cold and i have nowhere to sleep, is there somewhere you can tell me?" he walks on, doesn't look back, he pretends he can't hear her. starts to whistle as he crosses the street, seems embarassed to be there. oh, think twice, it's just another day for you and me in Paradise

"Smettila di provare imbarazzo, di pensare che turbi il prossimo! Se le persone non gradiscono, saranno loro a protestare! E se non avranno il coraggio di farlo, be', questo problema riguarderà soltanto loro!" Veronika Decide di Morire

Yale: "You are so self-righteous, you know. I mean we're just people. We're just human beings, you know? You think you're God". Isaac: "I... I gotta model myself after someone". Manhattan "Ma le canzoni son come i fiori, nascono da sole sono come i sogni e a noi non resta che scriverle in fretta perchè poi svaniscono, e non ritornano più.." Vasco Rossi

"e allora resta come sei, è la tua vita! non cambiare mai, è la tua sfida..resta come sei, non fai del male, non cambiare mai, non farti male.." Dolcenera

"Sotto questa maschera non c'è solo un volto, ci sono delle idee. e le idee, sono a prova di proiettile". V for Vendetta

What goes around comes around

"Ho imparato a sognare quando inizi a capire che ogni sogno ti porta più in là, cavalcando aquiloni, oltre muri e confini, ho imparato a sognare da là. Quando tutte le scuse per giocare son buone, quando tutta la vita è una bella canzone.. c'era chi era incapace a sognare e chi sognava già.." Negrita

"Non sono i popoli che devono aver paura dei loro governi, ma i governi che devono aver paura dei loro popoli" V for Vendetta

"Non esistono certezze, solamente opportunità" V for Vendetta

Iterrogatore:"Ho il dovere di informarti che sei stata condannata da un tribunale speciale e che, a meno che tu non decida di collaborare, sarai giustiziata. Capisci quello che ti sto dicendo?
Evey:"Si".
Interrogatore:"sei pronta a collaborare?" Evey:"no."
V for Vendetta

"Quello che per primo vede l'America. [...]Quella è gente che da sempre c'aveva già quell'istante stampato nella vita. E quando erano bambini, tu potevi guardarli negli occhi, e se guardavi bene, già la vedevi, l'America, già lì pronta a scattare, a scivolare giù per nervi e sangue e che ne so io, fino al cervello e da lì alla lingua, fin dentro quel grido, AMERICA, c'era già, in quegli occhi, di bambino, tutta, l'America". Novecento

"Cogli la rosa finchè è il momento, chè il tempo, lo sai, vola.. e lo stesso fiore che sboccia oggi domani appassirà" L'Attimo Fuggente

Non arrenderti: rischieresti di farlo un'ora prima del miracolo

"C'è un principio di allegria, fra gli ostacoli del cuore, che mi voglio meritare anche mentre guardo il mare, mentre lascio naufragare un ridicolo pensiero" Gli ostacoli del cuore

"Are you locked up in you counting the days? oh how long until you have your freedom? just shake because you love, cry because you care, feel 'cause you're alive, sleep because you're tired, shake because you love, bleed 'cause you got hurt, die because you lived" Heaven out of Hell

"Vorrei rinascere per te e ricominciare insieme come se non sentissi più dolore. Ma tu hai tessuto sogni di cristallo troppo coraggiosi e fragili per morire adesso, solo per un rimpianto.." Una poesia anche per te

"Together the bullets fly just like birds in the sky. Together we’re both paralyzed. Together drop by drop one by one til’ water falls. If it’s a game we’re supposed to know we’re playing.." Together

Dice il vecchio: "dai tempi dei tempi son così."
Dice il nuovo: "se non sei buono, vattene via." Vita di Galileo

"And I wonder how long it'll take them to see my bed is made..and I wonder if i was a mistake!" Runaway

Ci si innamora di persone che non si sopportano, di persone che rappresentano un pericolo insostenibile.. Nell'amore, io vedo un trucco del mio istinto per non assassinare l'altro" Nè di Eva Nè di Adamo

"Può capitare che la fuga sia un gesto d'amore. Per amare, ho bisogno della mia libertà" Nè di Eva Nè di Adamo

"Se le persone avessero più sense of humor, non vivremmo in questo stato" Woody Allen

"Un'emozione per me, è una cena senza bruciori di stomaco!" Woody Allen

"You know I'm not that kinda girl that'll lay and let you come first" 18 Wheeler

"quando hai solo diciott'anni quante cose che non sai, quando hai solo diciott'anni forse invece sai gia' tutto, non dovresti crescer mai" Ligabue

"Andammo a vivere in un appartamento a Londra. Là coltivava le Scarlet Carson per me sulla finestra, e la nostra casa profumava sempre di rose. Furono gli anni più belli della mia vita..
..sembra strano che la mia vita debba finire in un posto così orribile. Ma per tre anni ho avuto le rose, e non ho chiesto scusa a nessuno. [...] Svendiamo la nostra onestà molto facilmente ma non abbiamo altro. è il nostro ultimo piccolo spazio, ma all'interno di quel centimetro.. siamo liberi...
..Morirò qui. Tutto di me finirà. Tutto, tranne quel centimetro.." V for Vendetta

"Oh, partigiano, portami via che mi sento di morir. E se io muoio da partigiano, tu mi devi seppellir, seppellire lassù in montagna sotto l'ombra di un bel fior, e tutti quelli che passeranno diranno 'oh, che bel fior'. E questo è il fiore del partigiano MORTO PER LA LIBERTA'"

"Il S. Padre l'agguanta per le orecchie e le dice:"sta' ferma!", eppur si muove." Vita di Galileo

"Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un criminale" Vita di Galileo

"Non m'importa di mostrare di aver avuto ragione, ma di stabilire SE l'ho avuta" Brecht

"Domani sarò tigre tra le tigri e detterò legge nella selva"

"Ma c'è una luce che cancella il buio e non è il fulmine e non è il Sole, e neanche il bene del Signore.. sei tu, Amore" Baustelle

"Quei gabbiani che non hanno una mèta ideale e che viaggiano solo per viaggiare, non arrivano da nessuna parte, e vanno piano. Quelli invece che aspirano alla perfezione, anche senza intraprendere alcun viaggio, arrivano dovunque, e in un baleno". Il Gabbiano Jonathan Livingston

"Perchè quando non sei interessato a qualcuno sei fighissimo, mentre se una persona ti piace ti rincoglionisci e il cervello diventa un purè?" Fabio Volo

"Non cercavo cambiamenti, ma stabilità. Le mie decisioni erano totalmente condizionate da questa paura, e chi è spinto dalla paura non fa mai scelte che esprimono i propri sentimenti, ma che lo fanno sentire semplicemente meno spaventato, più tranquillo." Fabio Volo

"How about stopping eating when I'm filled up?
How about me enjoying the moment for once?
The moment I let go of it was the moment I got more than I could handle
The moment I jumped off of it was the moment I touched down" Alanis Morissette

Sia che sia questo inverno - che ora stanca il mare Tirreno sulle opposte scogliere - l'ultimo che Giove ti ha concesso, sia che te ne abbia concessi ancora parecchi, sii saggia, filtra il vino e taglia speranze eccessive, perché breve è il cammino che ci viene concesso.
Orazio

Ti ho dato ali con le quali volerai sul mare sconfinato e su tutta la terra, in alto librandoti facilmente
Teognide

"You’re waiting for someone to perform with. And don’t you know that it’s just you. Hey Jude, you’ll do, The movement you need is on your shoulder." The Beatles

"Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva" L'Attimo Fuggente

"Non piangere perchè è finito, ma sorridi perchè è accaduto" Garcia Marquez

"Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho che ciascuno di noi - veda - si crede UNO ma non è vero: è TANTI, signore, TANTI, secondo tutte le possibilità d'essere che sono in noi: UNO con questo, UNO con quello -diversissimi! E con l'illusione, intanto, di essere sempre UNO PER TUTTI, e sempre QUEST'UNO che ci crediamo, in ogni nostro atto." Sei personaggi in cerca d'autore

Con il cuore in quella piazza
tiene a mente Tienammen
la morte la porta la liberta' e la violenza perdera'
e ogni gabbia uccide un uomo ma la rabbia fa' resistere
e ha scolpito sulla pelle che chi piange ridera'.
Litfiba

"..But baby, just when this world seems mean and cold, our love comes shining red and gold, and all the rest is by the way" Dire Straits

O pròximo passo è teu

QUINO DIXIT

Se vivere vuol dire durare, preferisco un 45 giri dei Beatles ad un long playing di Orietta Berti!

è curioso. quando uno vede la gente in ferie si direbbe che nessuno ha la colpa di niente

Per me, quello che non va, è che pochi abbiano molto, molti abbiano poco, e alcuni non abbiano niente. Se questi alcuni che non hanno niente, avessero qualcosa del poco che hanno i molti che hanno poco...E se i molti che hanno poco avessero un poco del molto che hanno i pochi che hanno molto, ci sarebbero meno pasticci

Mafalda: Ti figuri? andare a Londra, Parigi, New York.. e poi "Signori passeggeri, allacciate le cinture.." e volare! un giorno su due, volare!
Susanita: Anche a me piacerebbe fare la hostess!
Mafalda: Hostess? parliamo dei ministri delle finanze, Susanita!

Si vabè, lavorare per guadagnarsi la vita, certo.. Ma perchè la vita che uno si guadagna deve sperperarla a lavorare per guadagnarsi la vita?

Nessuno può diventare davvero ricco senza far diventare povero qualcun altro

Stavo pensando..che atteggiamento converrà adottare davanti alla gente? Sicuro di te stesso, perchè tutti ti rispettino? Indifferente, per passare inosservato e indisturbato? Indifeso, perchè tutti ti aiutino? Da quello che si sceglie dipende come ci andrà nella vita, quindi è molto importante decidere fin da ora e non sbagliare!

Quando un cliente compra una cosa ne sta comprando due: una, quella che crede di comprare; l'altra, quella che realmente gli si vende

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